Eccola qui, è la bozza di una riforma epocale della quale abbiamo potuto leggere in anteprima. 

I medici di famiglia diventeranno dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e non più liberi professionisti. 

Lo saranno automaticamente i futuri medici di base, mentre quelli già in servizio solo se lo vorranno, altrimenti rimarranno lavoratori autonomi. 

È una riforma che serve per far funzionare le 1.350 case della comunità in costruzione con i 2 miliardi di euro del PNRR. 

L’impegno di 38 ore dei medici di medicina generale è ripartito secondo il seguente schema. Fino a 400 assistiti, 6 ore da dedicare ai propri assistiti e le restanti nelle case di comunità. Da 401 a 1000 assistiti, 12 ore da dedicare ai propri assistiti e le altre nelle case della comunità. Da 1.100 a 1.200 assistiti, le ore per i propri pazienti diventano 18. Da 1.201 a 1.500 assistiti le ore per i propri pazienti salgono a 21 e oltre 1.500 assistiti le ore per i propri pazienti sempre salgono a 24. 

La riforma è sostenuta insieme con le regioni dal ministro alla salute, Orazio Schillaci, che prova laddove i suoi predecessori hanno fallito, ma neanche a lui gli ostacoli mancheranno. 

Oggi, da liberi professionisti, i medici di famiglia versano i contributi a una cassa previdenziale privata, L’Empam che si sostiene proprio grazie ai loro contributi a un patrimonio da 25 miliardi di euro. 

Evidentemente i vertici dell’Empam sono contrari alla riforma e nel CDA dell’Empam stiedono anche i vertici del sindacato più importante dei medici, la FIMG, evidentemente contraria alla riforma. Nei prossimi anni andranno in pensione circa 10.000 medici sui 37.000 oggi al lavoro.

Come andrà a finire? Comunque vada si galoppa verso un sistema sanitario nazionale completamente a pagamento. Tralasciano il discorso medici di base, se hai i soldi o un’assicurazione sulla salute, già oggi ti curi. Molto presto sarà l’unico modo per poterlo fare. 

Intanto, giusto un esempio (è così in tutta Italia)

Grave caso di malasanità a Trapani, dove circa 20 mila visite mediche prenotate nel 2024 non sono state ancora svolte e migliaia di referti non sono stati mai consegnati. 

Tra questi risultano soprattutto esami per verificare la presenza di tumori: nell’attesa alcuni pazienti hanno già sviluppato metastasi. 

Il silenzio della Magistratura è un cancro! Non è più tollerabile andare avanti così. Anche se ben sappiamo che nessuno interverrà! Si va a passo spedito verso una sanità privata, completamente privata. Ti curi solo se assicurato. L’alternativa è la morte, così come è ormai morto il sistema sanitario nazionale. 

Davide Zedda

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