Controordine, dalla Unione Europea arriva una importante novità. Sui banconi dei bar si tornerebbe alle zuccheriere abolendo le bustine monodose. 

Ora, qual è il punto? È che le zuccheriere erano state a loro volta abolite dalla Commissione europea con una delle tante direttive sovietiche, quella 111 del 2001, che era stata recepita in Italia dal decreto legislativo 51 del 2004. 

Quindi sono adesso 21 anni che non ci sono più le zuccheriere, ci sono le bustine. Il cui scopo non era quello di tutelare l’igiene e la salute dei cittadini, ma era quello di favorire lo spreco perché chiaramente nessuno mette 6 grammi di zucchero in un caffè, quindi era sulla spinta delle lobby che Bruxelles aveva preso questo provvedimento. 

Ora il paradosso è che tornano alla zuccheriera che adesso contiene gli sprechi in un momento in cui ci hanno reso tutti (la stragrande maggioranza delle persone) paranoici rispetto ai contagi, alle pandemie, alle malattie eccetera eccetera eccetera. 

Naturalmente nasce il dibattito ci sono quelli pro zuccheriera e quelli pro bustina.

Ma non si potrebbe fare una cosa molto più semplice che qui noi facciamo come ci pare. Vuoi la zuccheriera sul banco? Metti la zuccheriera. Il cliente si schifa, vai in un altro bar. 

Vuoi la bustina? Metti la bustina. Il cliente si spiace nello sprecare lo zucchero e va in un altro bar. La libertà, la libertà di impresa. 

Ma perché questi esponenti di popoli molto lontani dalla cultura e in particolare da quella mediterranea non riescono a capire che la libertà deve essere la base della civile convivenza e vengono sempre con le loro direttive europee e sovietiche a scassarci? 

Vabbè, mi fermo qui.

Davide Zedda

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